PAROLE DI PACE

Reagire al disumano utilizzo di parole sprezzanti rilanciate dai media. I giovani ci guardano e ci ascoltano. Il compito degli educatori

Fonte: Città Nuova –

Può un pedagogista disinteressarsi di politica? Certamente no, soprattutto quando è in grande pericolo l’educazione, minati i cervelli e le coscienze dei più piccoli. Ne dà motivo l’umiliazione del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj. Qualsiasi opinione si abbia sulla guerra di resistenza con cui egli difende la libertà del suo popolo, questo disumano uso delle parole porta in sé qualcosa di inquietante. Per questo, come educatore, sento il dovere di esprimere indignazione per il clima di odio che ci infesta.

Le sprezzanti parole rilanciate dai media non possono passare sotto silenzio. I giovani ce ne chiederanno conto. Ciò che succede oggi è quanto puntualmente precede ogni guerra: parole come proiettili per provocare, intimorire, ridurre al silenzio. Senza entrare nel merito di come oggi si sta “promuovendo” la pace, non possiamo voltare la testa indifferenti di fronte a parole come «bastardino nazista, cane infestato di pulci… pazzo e pericoloso… meglio sopprimerlo in silenzio, senza sofferenza». CONTINUA A LEGGERE